A quanti di Voi è capitato girando in auto leggere cartelli “controllo elettronico della velocità” senza tuttavia vedere alcun autovelox nei dintorni?
Ebbene, molte volte tali cartelli sono utilizzati dalle amministrazioni come dissuasori, perchè in realtà le apparecchiature di rilevamento mobili non ci sono, ma molte volte ci sono nascoste.
Le amministrazioni, tuttavia, si tutelano anticipatamente posizionando i cartelli nelle zone dove “potrebbero” trovarsi posti di rilevamento, ma non necessariamente e neppure quotidianamente.
Il Codice della Strada all’articolo 142 impone l’obbligo delle segnalazioni a cura delle Amministrazioni e soprattutto che le postazioni di rilevamento siano, oltre che segnalate, visibili ed il Ministero dell’Interno con la circolare del 03/08/2007 ha precisato che la segnalazione della presenza di autovelox deve essere posta almeno 400 metri prima del punto di collocamento dell’apparecchio in modo da garantirne il preventivo avvistamento.
Da ciò consegue che gli autovelox nascosti e non visibili non sono legittimi e le eventuali multe inflitte agli automobilisti possono essere oggetto di ricorso.
Un caso eclatante è stato portato all’esame della Cassazione Penale che con la sentenza n. 11131 del 13/03/2009 ha confermato il provvedimento del Tribunale di Cosenza che aveva scoperto l’inganno dell’impresa che gestiva le apparecchiature di rilevamento in tre comuni calabresi dove erano stati posizionati gli autovelox nascosti all’interno di auto in sosta di sua proprietà, incrementando a dismisura il numero di multe.
Ciò in quanto l’impresa riceveva un compenso per ogni verbale di infrazione del quale veniva riscossa la relativa sanzione. Per fortuna che, ritenendo sussistente il reato di truffa agli automobilisti, si è scoperto l’inganno e sono stati sequestrati gli autovelox.
Avv.Laura Di Masullo